Le nostre sfide


Dopo un centinaio di anni di puro divertimento abbiamo deciso che la viticoltura diventasse la nostra professione, mantenendo però il coinvolgimento emotivo che caratterizza gli hobby e le passioni.


Sono 3 gli obiettivi che, da quando abbiamo iniziato, cerchiamo di perseguire ogni giorno:


Capriano del Colle a chi?!

All’inizio degli anni ’90 Capriano del Colle era una denominazione considerata ancora di bassa qualità, conosciuta per la produzione di vini da battaglia e di uve alloctone. Era necessario un approccio che dimostrasse cosa si poteva produrre sul Montenetto, nella denominazione del Capriano del Colle DOC. A questo è stato in seguito aggiunto un supporto alla bevibilità abbattendo il contenuto di solfiti.

Essendo sempre rimasta al di fuori dei processi di “industrializzazione” del vino non furono mai eseguite approfondite ricerche agronomiche; questo ci ha portato nel 2001 a recuperare due cloni locali di uva marzemino.

Le ricerche sulle varietà di uva ancora da scoprire sul Montenetto non si fermano...


La prova: La sfida per la qualità ci ha portato ad essere i produttori di Capriano del Colle DOC più premiati a livello nazionale e internazionale.


Quello che il terroir consegna...

Fare vino significa comunicare un terroir, insieme di caratteristiche climatiche, pedologiche e varietali. Pensare di elaborare e “migliorare” un vino in cantina con l’ausilio di prodotti di sintesi significa snaturare il concetto stesso di vino come prodotto della terra. Compito della cantina è solamente quello di mantenere ciò che l’annata e il nostro lavoro in vigneto ci hanno consegnato. Non esiste “mercato” e non esistono “tendenze”.


La prova: Ogni annata di ogni vino è un prodotto unico, proprio perché ogni anno è diverso da un qualsiasi altro.


Quello che non vogliamo consegnare al terroir!

Da una concezione del prodotto vino come indissolubilmente e unicamente legato alla terra da cui nasce consegue direttamente la necessità di rispettare il territorio che ci ospita, che non significa limitarsi a rispettare solo il Montenetto. Dal 2010 un impianto fotovoltaico soddisfa completamente il fabbisogno energetico della cantina di produzione, evitando l’utilizzo di energia da combustibili fossili anche per le lavorazioni più “energivore”.

Dal 2016, dopo 3 anni di conversione, abbiamo ottenuto la Certificazione Biologica per abbattere ed eliminare l’utilizzo di composti chimici non solo nei vini, ma anche nei vigneti.

Si continua la ricerca e il recupero di antiche pratiche agronomiche per limitare ulteriormente l’incidenza dell’utilizzo dei prodotti in vigneto cercando di mantenere una elevata sanità dell’uva.


La prova: Visitando i nostri vigneti noterete l’inesistenza di “bruciature” e secchezze da diserbanti sull’erba ai piedi delle nostre piante. L’impianto fotovoltaico è visibile direttamente in cantina.

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